La registrazione senza cedolare secca
News del 13-08-2014
Le imposte da pagare per registrare un contratto di locazione
Quando non è possibile (o non si desidera) scegliere il regime fiscale della cedolare secca, per la registrazione dei contratti di locazione a uso abitativo sono dovute:
- l’imposta di registro, pari al 2% del canone annuo, moltiplicato per le annualità previste
- l’imposta di bollo, che è pari, per ogni copia da registrare, a 16 euro ogni 4 facciate scritte del contratto e, comunque, ogni 100 righe.
Se le parti decidono di stipulare un contratto pluriennale, possono scegliere di pagare l’imposta di registro:
in un’unica soluzione, per l’intera durata del contratto (2% del corrispettivo complessivo). In questo caso, l’imposta da versare non può essere inferiore a 67 euro. L’opzione permette, però, di usufruire di una detrazione dall’imposta dovuta, in misura percentuale, pari alla metà del tasso di interesse legale (dal 1° gennaio 2014, l’1%) moltiplicato per il numero delle annualità:
DURATA CONTRATTO (IN ANNI) DETRAZIONE (DURATA X 0,50)
4 = 2%
3 = 1,5%
2 = 1%
Annualmente (2% del canone relativo a ciascuna annualità, tenendo conto degli aumenti Istat), entro 30 giorni dalla scadenza della precedente annualità. In questo caso, l’imposta per le annualità successive può anche essere di importo inferiore a 67 euro.
Per i contratti di locazione a canone concordato, riguardanti immobili che si trovano in uno dei Comuni “ad elevata tensione abitativa”, è prevista una riduzione del 30% della base imponibile sulla quale calcolare l’imposta di registro.
In sostanza, per il calcolo dell’imposta di registro va considerato il 70% del canone annuo.
Come registrare il contratto
Il contratto di locazione può essere registrato telematicamente, attraverso Fisconline o Entratel, oppure presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia.
In entrambi i casi, il prodotto di riferimento è “RLI”:
- software o ambiente web, per la registrazione telematica
- modello, per la presentazione in ufficio.
Per la registrazione è possibile anche incaricare un intermediario abilitato (professionisti, associazioni di categoria, Caf, eccetera) o un delegato.

